RECENSIONE: Roberta Cartisano – L’ultimo cuore

Recensione di Flavia Sciolette

Facciamo outing: io amo le storie, anche più dei suoni. Forse. Dipende se sanno raccontare una storia, anche se per le canzoni forse rende meglio parlare di scene. Per questo, quando si conclude una canzone, ho sempre bisogno di qualche istante prima di passare alla successiva, per mettere il freno all’immaginazione che ha continuato la narrazione per fatti suoi.

Non mi è servito per L’ultimo cuore, secondo lavoro della talentuosa Roberta Cartisano dopo Autentiche Voci (2011). Anzi, ho ascoltato le 11 tracce tutte d’un fiato, come quando si divorano i capitoli di un romanzo avvincente, notte dopo notte. Non mi è rimasta addosso una sensazione di abbuffata, come mi è capitato in altri concept album ascoltati al medesimo ritmo. L’ultimo che ricordo era su Cent’anni di solitudine (fate voi, per il tempo che è passato) e rappresenta il mio ideale di gozzoviglia concettuale.

La parola che meglio si confà a L’ultimo cuore invece è grazia. Non delicatezza, attenzione, sarebbe un’offesa alla vitalità della voce, così azzeccata e intonata al genere, limpida e calda. Qui è semplicemente tutto aggraziato, un invito alla calma, all’ascolto riflessivo, mentre ci immedesimiamo in qualche personaggio di ritorno da un turno alla sala macchine di Ember, dopo una giornata di duro lavoro. Relax, amico, finché non scoppia una supernova, va tutto bene, ascolta una vecchia storia.

Anche gli arrangiamenti fanno la loro gran parte: sono sobri, ma cesellati, molto accurati. La batteria scandisce il ritmo di un mondo sospeso tra foreste vergini e ingranaggi grigi; le chitarre fanno da guida e danno la misura di scene e stati d’animo; i synth non stancano e danno profondità, allacciandosi al pianoforte per una bella mistura di antico futuro raccontato al presente.

Ho quasi timore a parlare della storia. Non sarebbe quasi giusto, prima di ascoltare il disco: basti sapere che si parla di una fine, del mondo sì, ma anche dell’animo, di una guerra per raggiungere ciò che è lontano, delle lacrime del cielo, di bambini delusi, madri tristi, di Ultimo, un ultimo cuore, viandanti, libri e memoria e Sophia… come l’ultima canzone. Forse la mia preferita, assieme alla palpitante L’ultimo cuore e a quella piccola perla che è l’acustica Le città nascoste, interamente al pianoforte. Lei parla di fotografie sonore, ma con questa mi sento di parlare di pennellate sonore.

Piacevole, come una bella storia raccontata. Che ti fa sperare di ascoltarne altre, speriamo presto. See you, space singer.

L’ULTIMO CUORE – ROBERTA CARTISANO
(Broken Toys, 2013)

  1. La grande notte
  2. L’ultimo cuore
  3. L’era delle torri
  4. Il viandante
  5. Le città nascoste
  6. Le stanze degli altri
  7. Il più bel giorno di ieri
  8. 2333
  9. 23mila respiri
  10. In rallenty
  11. Sophia

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