LETTERA APERTA AGLI SNEERS. [recensione: For our soul-​Uplifting lights to shine as fires]

Recensione di Claudio Delicato

Cervelli in fuga. È questa la fine che mi sento di augurarvi, Sneers. Sul serio, andate via, perché qua non c’è posto per voi. Nessuno vi capirà mai in un paese ancora così legato alla forma-canzone, con un’attenzione patologica all’aspetto testuale e l’orecchiabilità come ragione di vita. Voi nel Belpaese c’entrate come i capperi in una torta di fragole.

Il vostro album d’esordio For our soul-​Uplifting lights to shine as fires mi era capitato fra le mani a fine 2013. Incuriosito dai lunghi titoli, fu uno dei primi dischi che ascoltai di quella tornata, e già al secondo pezzo mi dissi “devo assolutamente scrivere una recensione di questo disco.” Poi, fra un impegno e l’altro dimenticai. Avevo pure una bozza che dopo un po’ decisi di cestinare perché il disco era uscito ormai da troppo. Una settimana fa il nostro direttore editoriale ci ha mandato un altro po’ di album, fra cui il vostro.
“Ma non è troppo vecchio?”
“È quello nuovo, mi sa.”
No, non era quello nuovo. Era sempre lo stesso. Ma dopo averlo riascoltato ho pensato “‘sti cazzi, questo disco potrebbe essere uscito pure nel ’92 ma una recensione la merita assolutamente.” Perché, sebbene risalga a più di sei mesi fa, For our soul-​Uplifting lights to shine as fires sarà il disco dell’estate, ammesso che quest’estate assomigli il più possibile ai quindici anni in cella di Oh Dae-su in Oldboy.

Voi siete la definizione vivente di “gruppo di culto”. Forse neanche vi rendete bene conto di cosa avete fra le mani. Sapete essere citazionisti senza essere derivativi. Create soluzioni stilistiche uniche: i giri dissonanti che tirate avanti per ore senza mai stancare l’ascoltatore (As a crowd of selfish victims we were given unspoiled souls), le basi allucinate su cui Maria Greta Pizza canta come rinchiusa in fondo a una caverna (As a creator I bet you did create disease), le psichedelie malate e arrancanti di Shrieks. E Growth, che riesce a essere disturbante anche se sotto sotto è melodica.
Insomma: il vostro è il classico disco che quando lo metti in macchina tua madre ti chiede per cortesia di spegnere, e chiunque abbia avuto diciott’anni sa quanto sia importante una cosa del genere.

Perché il vostro è un disco difficile, per niente digeribile, che pare scritto apposta per vendere un numero di copie che si conti sulle dita di due mani. Perché avete scelto di distribuirlo esclusivamente in vinile e download card. Perché il vostro batterista Leonardo Oreste Stefenelli è anche l’autore dell’artwork e il regista del vostro primo video, dimostrando che le sue abilità artistiche vanno ben oltre la musica. Perché Brigadisco produce da anni dischi straordinari (Noise of Trouble, ?Alos, Fuzz Orchestra, ecc.) che non si incula nessuno, o meglio si incula troppa poca gente rispetto a quanta dovrebbe. Perché leggo che vi siete formati a Berlino, poi siete tornati in Italia e ora siete in tour in Europa.

Per tutti questi motivi, vi chiedo di non fare cazzate e non tornare mai qui. Berlino, Praga, Marsiglia, ovunque ma non in Italia, perché non vi meritiamo, perché qui non vi capirebbe nessuno, perché a noi le cose coraggiose non piacciono. Non voglio vedervi ridotti a suonare davanti a venti persone con un birraio che vi chiede preoccupato quanto bevono i vostri amici. Vi auguro invece di trovare un cazzo di ereditiero tedesco che vi copra di soldi. Soldi, tanti soldi, una valanga di soldi che vi permettano di svegliarvi alle due di pomeriggio ancora rintronati dall’alcol senza nient’altro a cui pensare se non la cosa che vi riesce meglio: fare musica.

In fede,
Claudio Delicato

FOR OUR SOULS-UPLIFTING LIGHTS TO SHINE AS FIRES – SNEERS.
(Brigadisco, 2013)
Side A

  1. Self-atoning apostasy
  2. As a crowd of selfish victimes we were given unspoiled souls
  3. Soil is anything but hungry
  4. As a creator I bet you did create disease

Side B

  1. Selfhood
  2. Shrieks
  3. Feed me mother
  4. Shall I take part to life’s feast
  5. Growth

SNEERS. SUL WEB

Claudio Delicato è anche su ciclofrenia.it™ (Facebook/Twitter)

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