LIVE REPORT: UNA @ Forte Fanfulla [RM] – 11/2/2014

Live report di Francesca Amodio

Gioca con un biondissimo ciuffo ribelle, col pubblico e con il suo nome. Non a caso parliamo di UNA, al secolo Marzia Stano, ex leader degli Jolaurlo, in passato paragonata a Gwen Stefani; ma il tricolore piemontese, con radici pugliesi e bolognesi acquisite, le dà senza dubbio una marcia in più. Accompagnata dall’inseparabile Gianni Masci a una minimalissima batteria, alla chitarra e ai cori, UNA presenta al Forte Fanfulla di Roma il suo primo album solista, Una Nessuna Centomila, uscito per MArte Label in collaborazione con Puglia Sounds Record.

La maestria nell’interagire col pubblico è quella di chi si è fatta le ossa su un palco grandissimo e difficilissimo come quello del primo maggio di piazza San Giovanni, quando ai piedi della santità urlava come un folletto scatenato “ave Maria, Maria televisione, sei tu che crei il mondo e la nuova dimensione, ave ignoranza che rendi tutti uguali, pieni di grazia, uomini ed animali.”

Siamo nel cuore del Pigneto – a due passi dal bar preferito da Pasolini, il Necci – quartiere che deve la sua meravigliosa rinascita alla musica e a chi ancora crede in essa, come il direttore del Fanfulla, Saro “Poppy” Lanucara. La rabbia di Maria Tv UNA l’ha messa dentro a un vulcano, che a tratti erutta come ne Il lavoro (notevole reinterpretazione di uno dei brani più sorprendentemente moderni del grande Piero Ciampi) e a tratti riposa in attesa, come in Oggi è un bel giorno. A volte è più sentimentale, vedi la splendida Non è colpa delle rose (“non è colpa delle rose se devono viaggiare su barche che traghettano persone che sognano d’arrivare nel paese di San Valentino, non è colpa delle rose se non hanno mai visto un giardino”), in altre ancora è Contraria (“sono contraria all’aborto dei sogni, favorevole alla libera gestione di sé”), furente pezzo rock sul quale spesso duetta con l’amico Roberto Dell’Era degli Afterhours.

Ogni pezzo incarna un sentimento diverso – a volte anche più di uno – ma c’è un piacevole fil rouge, quello del tamburello che fa molto pizzica e taranta, che ricama un ritmo forte ed esplosivo intorno a un live vestito di energia pura in movimento.

UNA ha una voce splendida – che sussurra o sputa in faccia opinioni, storie di esistenze, racconti di vita urbana ma anche extra sensoriale – e una bella dizione che spazia piacevole fra nord e sud, il tutto sopra una cassa incessante e trascinante. Sarà la bionda chioma, sarà la purezza dei testi, la pulizia del sound, ma UNA sul palco è un piccolo sole infiammato.

Avvampa per l’appunto in un’energica Somebody to love dei Jefferson Airplane e continua il suo live scendendo dal palco e approdando in mezzo al suo pubblico che già la canta e la osanna affezionato. In dirittura d’arrivo chiama sul palco l’amico Patrizio Maria, noto cantore delle gesta canore dell’amato Ivan Graziani; insieme, a ritmo di tamburello e chitarra, intonano la celebre e divertente Taglia la testa al gallo in mezzo a un pubblico ormai adorante, perché quello per la caratteristica musica di UNA non può che essere amore, anche a prima “nota” – specie se alta, perché è lì che la cantautrice sfiora picchi di sublimità.

Attualmente UNA continua il suo tour di presentazione dell’album in giro per l’Italia. Fra le date, il 7 marzo a Matera e il 12 marzo a Firenze.

Foto di Enrica Martiradonna

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