LIVE REPORT: Margherita Vicario @ Lian On The Boat [RM] – 11/1/2014

Live report di Francesca Amodio

Bella come il fiore che le dà il nome, Margherita. Gli occhi, profondi e neri, sono quelli di nonna Rossana (Podestà). La presenza scenica è innata, ed è quella cosa che anche un regista come papà Francesco (Vicario) non ti può insegnare. Le guance che ridono sono quelle di chi è sostenuta da un compagno che ci crede tanto da farti da spalla – quando serve – sul palco (Pietro Sermonti). Ma l’indiscutibile talento, quello no, è proprio intrinseco.

Margherita Vicario, classe 1988, romana, è uno dei Fiorirari del giardino di Roberto Angelini, dove la flora è sempre più promettente – vedi l’acclamatissimo Andrea Rivera – e già molto apprezzata.

Siamo al Lian on the boat, meglio conosciuto dai romani come “il barcone dell’amore”: ormeggiato a ponte Cavour, il barcone squarcia il riflesso dell’Ara Pacis sul biondo Tevere, per la serie “splendida cornice” è una sineddoche. Punto di ritrovo ormai noto, il Lian è una certezza e una continua scommessa insieme, perché miss Lisa Maisto, proprietaria, “pigmaliona” musicale nonché spassosa dj, ha il coraggio di alternare ai pesci grossi- vedi la recente esibizione con tanto di Orchestra Operaia di Niccolò Fabi – anche i pesciolini più piccoli che troppo spesso in Italia non trovano un fiume abbastanza dolce per loro.

Ma Margherita Vicario ha già tutte le carte in regola per diventare una principessa dell’oceano: regge magnificamente più di un’ora e mezza di concerto, canta, suona la chitarra, suona il piano, combatte coi suoi lunghi capelli troppo lisci, sfoggia le gambe – parte anatomica che tanto le piace raccontare come specchio dell’anima nei suoi testi – al posto dei troppo usurpati occhi, che scivolano sotto una minigonna a fiorellini che non trasuda femminilità ma disincanto.

Margherita racconta aneddoti, e si scrive i suoi testi. Allora è una cantautrice. Però no, li recita anche. Allora è teatro-canzone, allora è l’erede donna di Gaber. No… o meglio, sì. La Vicario è tutto questo ma anche tutto il contrario. A parere di chi scrive, siamo davanti a uno di quei casi in cui l’artista sfugge a qualsiasi tentativo di etichetta, di gabbia, di scaffale musicale. Margherita Vicario è una portatrice sana di canto libero e semplicità. Niente Iperuranio, niente Nietzsche, niente correnti gravitazionali, perché qui si ha sì la pretesa di essere franchi, ma giammai Battiati. Al massimo qualche volo pindarico.

La Vicario racconta storie di sentimenti, narra le avventure di una ragazza giovane ma disillusa al punto giusto che ride e si dispera davanti a qualcuno che ne sa più di lei e a volte sogghigna malignamente, messer Amore. I dodici pezzi che esegue, accompagnata da due musicisti con le “contro corde”, quali sono Luca Carocci e Andrea Moscianese, sono quasi tutti legati da un fil rouge, quello di una fanciulla che becca l’amato a letto con un’altra in Datti un morso, si sfoga con una nonna invidiosa ed è convinta che l’amore non busserà mai più alla sua porta. Ma la vita invece continua, e si ritrova quindi a flirtare con un uomo in Solo un bacio, a essere perseguitata da un altro in Lo Stalker, a conoscere un agronomo in Se riesco parto, a raccontare una favola di ripicche ne Il merlo e il pettirosso, a fare il memorandum delle cose che non vuole mai dimenticarsi di fare o di quelle che volente o nolente si infilano, letteralmente, come “le caccole negli occhi quando dormo”, in Nota bene.

Riguardo quest’ultimo punto, i lettori perdoneranno il mio azzardato parallelismo con la Tigre di Cremona quando in Carne viva sussurra: “sarò la tua penicillina…” Ecco, senza rasentare la blasfemia, per cantare ciò non si può certo negare che Margherita, come Mina, abbia una dose massiccia di carisma, nonché una dizione quasi perfetta acquisita nelle sue passate esperienze di attrice. Margherita sfoggia una teatralità, nei gesti e nella voce, spontanea e naturale, dote che porta all’ascoltatore il desiderio di vederla esibirsi – per l’appunto – in teatro, dimensione che senza dubbio le si confà di più.

In attesa del suo primo disco, che vedrà la luce nei primi mesi del 2014, Margherita è in tour con il suo spettacolo Lem Lem Liberi Esperimenti Musicali, un racconto, naturalmente in musica, in cui l’estro e l’originalità della Vicario prendono forma grazie a storie di anziani, di animali, di gelosie e di vite piene.

Foto di Enrica Martiradonna

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