RECENSIONE: Noesìa – Ultima notte in equilibrio

Recensione di Eleonora Montesanti

Dai Noesìa riceviamo una conferma: la scena musicale indipendente torinese in questi anni è davvero in fermento e ha basi sempre più solide che si stanno ramificando in tutto il territorio nazionale. Da questa premessa, in un ambiente decisamente stimolante, viene fuori Ultima notte in equilibrio, primo album di lunga durata della band piemontese, attiva però dal 2006 con una serie di EP, già definiti in un rock dalle sonorità intense che si lascia andare a volte a ballate malinconiche o trasognate.

Questo disco pare tirare le fila e allo stesso tempo donare un nuovo inizio all’artisticità dei Noesìa: ci si imbatte in melodie istintive e primordiali accompagnate da testi claustrofobici e densi, che vanno ascoltati con attenzione, prima di riuscire a ricavarne l’essenza. Si scopre infatti che Ultima notte in equilibrio è un concept album che parla di assenze, attese imprecisate, solitudine, stasi ed equilibrio apparente. Tutto a partire da una stanza. O meglio, da dieci stanze differenti, quante sono le tracce. Un’eterna lotta tra testa e azione, nella quale, se non ci affidiamo alla fiducia e alla protezione di altre persone, la prima è destinata a prevalere sotto forma di auto-boicottaggio.

La canzone che meglio esprime questo concetto è Come poesie, piccola perla incastonata nel centro dell’album, costruita su arrangiamenti scarni ma efficaci, volti a sostenere il ruolo quasi asfissiante della paranoia, che ci impedisce di agire e fare passi verso ciò che è ignoto e che, perché no, potrebbe benissimo essere positivo. Impulsi animaleschi versus limiti auto-imposti. Paura di prepararsi al meglio, perché il peggio lo conosciamo già, e ci fa ridere. Il nostro limite, invece, è un bel brano costruito su riff accattivanti e su un dolce ritornello, e racconta di un desiderio che qualcosa succeda e annulli le barriere causate dall’incertezza esistenziale, che ci rinchiudono nella nostra prigione personale.

Sorprendi e Danubio, invece, sono due canzoni improntati sul ruolo dell’altro nello stemperare l’insicurezza esistenziale dell’io. La prima, una melodia semplice e orecchiabile, canta di quanto sia positivo avere in tasca la fiducia di qualcuno, anche se il contorno è molto fragile; ricevere un input che parte da fuori prima che da noi stessi è sinonimo di speranza, fievole e sottile, ma pur sempre speranza. Danubio, al contrario, affronta la stessa tematica con una visione un po’ più pessimistica e pesante; ciò si percepisce dall’intro musicale e dalla voce di Stefano Ferrari in questo caso sofferente e strascicata. Ritorna il concetto di fragilità dell’io, ma, al contrario di Sorprendi, c’è un forte senso di imparità di fronte a qualcuno che, a questo io, si affeziona.

Quello che funziona poco in questo lavoro è l’utilizzo a volte forzato dell’effetto megafono sulla voce, calibrato in un modo che rende l’ascolto complesso e soprattutto che dà l’effetto di qualcosa di già sentito. Per esempio, in canzoni come la dura e compatta Dissenso e, all’opposto, La via di mezzo, melodia morbida in chiave pop, è molto facile pensare per un momento ai conterranei Subsonica. L’eterogeneità funzionale di tutto il disco però, lascia presagire che i Noesìa stiano ancora limando i contorni della loro personalità artistica, ma che abbiano indubbiamente intrapreso la strada giusta: indie rock e canzone d’autore, oscillanti ma in equilibrio.

Il disco si chiude con Fuori dalla stanza, una ballata senza tempo, che inizia delicatamente, sostenuta soltanto dalla chitarra acustica e dalla voce molto pulita, e arricchita in maniera originale, da metà in poi, in una fusione con la chitarra elettrica, il basso e la batteria. Una canzone scoraggiata, ma che riesce finalmente a farci mettere il naso fuori dalla prigione, fisica o mentale che sia, per guardare il cielo, lo splendido e autentico blu.

ULTIMA NOTTE IN EQUILIBRIO – NOESÌA
(Dead End Street Records, 2013)

  1. Giorno insonne
  2. La via di mezzo
  3. Sorprendi
  4. Come poesie
  5. La collezione dei ricordi
  6. Danubio
  7. Dissenso
  8. Il nostro limite
  9. Un mondo perfetto
  10. Fuori dalla stanza

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